sabato 6 ottobre 2018

Ricetta: Involtini di fagiolini al forno con pancetta

  1. Procediamo alla preparazione degli Involtini di fagiolini al forno con pancetta. Pulite i fagiolini, eliminate le punte e sciacquateli sotto l’acqua corrente. Versate dell’acqua in una pentola, salatela leggermente e versate i fagiolini, fateli cuocere per 10 minuti dal momento in cui bolle, se avete la pentola a pressione cuocete i fagiolini per 5 minuti dal momento in cui inizia a fischiare ed abbassate la fiamma. Quando saranno cotti scolateli e fateli intiepidire.
  2. Adagiate una fetta di pancetta in un tagliere, disponete una porzione di fagiolini circa 7/8 ed avvolgete attorno la pancetta. Versate in una pirofila l’olio extravergine d’oliva adagiate gli Involtini di fagiolini al forno con pancetta e regolate di sale e pepe.
  3. Fate cuocere per 10 minuti in forno già caldo a 180°, la pancetta dovrà risultare leggermente croccante. Servite gli Involtini di fagiolini al forno con pancetta ben caldi.

giovedì 4 ottobre 2018

Film: Benedetta follia

Guglielmo Pantalei, proprietario di un negozio di articoli religiosi, non si rassegna all'abbandono da parte della moglie dopo 25 anni di matrimonio apparentemente felice. Ma nella sua depressione quotidiana irrompe Luna, giovane "borgatara" romana, che si candida per il ruolo di commessa nel negozio di Guglielmo nonostante il suo aspetto e i suoi modi facciano più pensare alla lap dance che alle navate di una chiesa. Questa benedetta follia strapperà il sessantenne al declino annunciato verso una senilità rinunciataria e mortifera, aiutandolo ad aprire nuove porte al futuro.
"Io ci sono", afferma ad un certo punto della storia Carlo Verdone, e i pregi principali del suo 26esimo film da regista, attore e sceneggiatore sono proprio la sua presenza "malincomica" e il suo esporre pubblicamente paure e fantasmi che appartengono alla nostra storia di italiani medi.
In Benedetta follia Verdone riversa infatti tutto l'immaginario costruito intorno alla sua persona, condensato nella scena in cui Guglielmo si confronta allo specchio con il proprio sé giovanile, quel sé coatto e tracotante che gli spettatori ricordano benissimo da alcuni precedenti verdoniani: solo Nanni Moretti è altrettanto efficace nel coinvolgerci nella sua autobiografia e nel fare di sé un'icona cinematografica nostrana.

Ci sono momenti di autentica poesia, soprattutto nella prima parte, in Benedetta follia: ad esempio la narrazione delicata e struggente della solitudine di un uomo al terzo tempo della sua vita, accompagnata dalle note de "La stagione dell'amore" di Franco Battiato che contiene in sé la nostalgia non solo per quel tempo che "non tornerà, non ritornerà più", ma nello specifico per quegli anni Ottanta in cui Verdone e molti altri sono stati giovani e/o convinti di avere il mondo in mano. L'altro pregio di Benedetta follia è l'interazione comica fra Verdone e Ilenia Pastorelli che contrasta piacevolmente l'imbarazzo esistenziale, da sempre cifra espressiva dell'autore, con l'inarginabilità popolana della "ragazza di Tor Tre Teste", alla sua seconda prova di attrice dopo il David di Donatello per Lo chiamavano Jeeg Robot.









Ricetta: Zucchine ripiene vegetariane

 Ingredienti per 2 persone:
 3 zucchine medie
  •  9 pomodorini tagliati a metà
  •  1 mozzarella tagliata a dadini 
  •  sale
  •  pepe
  •  olio di oliva extravergine
  •  basilico congelato q.b.
  • Lavate le zucchine, eliminate le estremità e tagliatele a metà per la loro lunghezza.
    Sbollentatele 5 minuti in abbondante acqua bollente salata, sollevatele e fatele raffreddare.
    Con l'aiuto di uno scavino, privatele della loro polpa.
  • Farcitele ora alternando cubetti di mozzarella sgocciolata e pomodorini tagliati a metà.
  • Spostatele all'interno di una teglia da forno.
    Irroratele con un po' di olio, aggiungete sale, pepe e basilico congelato. 
    Cuocete in forno a 200 °C per 20 minuti.
  • Le vostre zucchine ripiene vegetariane sono pronte per essere portate in tavola.






Ricetta: Risotto alla zucca

per due persone
INGREDIENTI
  • 170 g. di riso Vialone nano 
  • 300 g di zucca gialla
  • 1/2 cipolla gialla tagliata a fettine e poi a tocchetti 
  • 1.5 L di brodo vegetale
  • 3 cucchiai di parmigiano
  • 3 cucchiai di olio evo
PROCEDIMENTO
Per cucinare il risotto alla zucca, cominciate preparando un brodo vegetale leggero, che utilizzerete per portare il riso a cottura (1,5 L, 2 dadi).
Nel brodo vegetale bollente cuocere 15 minuti la zucca tagliata a tocchetti.
In una padella antiaderente fare un soffritto con 3 cucchiai di olio extravergine e la cipolla tagliata a tocchetti.  Cuocere qualche minuto e lasciar dorare la cipolla. Aggiungere il riso e farlo tostare un paio di minuti. Aggiungere la zucca. Impostare il timer per la cottura del riso. Cominciare ad aggiungere 2 o 3 mestoli di brodo e farli asciugare mescolando frequentemente. continuare così, portando il riso a cottura ( vedere quanto è la cottura del riso vialone nano).
Una volta che il riso è cotto e asciutto aggiungere il parmigiano e mescolare, il risotto alla zucca è pronto.























mercoledì 19 settembre 2018

Film: Donnie Brasco

Donnie Brasco è un film drammatico statunitense del 1997 diretto da Mike Newell e interpretato da Johnny Depp e Al Pacino.

Trama

New York anni '70 l'agente dell'FBI Joe Pistone si infiltra negli ambienti della mafia newyorkese sotto la falsa identità di Donnie Brasco. Riesce così a conquistare la fiducia e l'amicizia di "Lefty" Ruggiero, un "soldato" mai riuscito ad arrivare ai vertici del comando della famiglia Bonanno.
Donnie segue fedelmente i consigli di Lefty, che a sua volta s'affeziona al giovane come a un figlio e vede in lui la possibilità di riacquistare prestigio nella scalata alla gerarchia mafiosa. Col tempo Donnie scopre la verità dietro l'omicidio Galante e assiste a quello di "Sonny Red" Indelicato, incontra Santo Trafficante Jr. e scopre i metodi di traffico di stupefacenti della Famiglia.

Mettendo a rischio la propria reputazione, Lefty garantisce per Donnie e lo fa affiliare alla mafia. Nel momento in cui Donnie si avvicina ai vertici del comando di Cosa nostra capisce non solo di attraversare la linea di demarcazione tra legalità e crimine ma soprattutto di firmare la condanna a morte per Lefty

La recensione su Donnie Brasco

di Lina
Che te lo dico a fare? Questo non è uno di quei film di mafia e gangster ricco di sangue, inseguimenti e colpi di scena a go-go. Non è Scorsese, non è il Padrino e non s'incentra su azione e adrenalina, ma su tematiche psicologiche molto forti. Illustra la vera storia di Joe Pistone, agente dell'F.B.I. al quale viene affidato il compito d'infiltrarsi in un gruppo di malavitosi sotto il falso nome di Donnie Brasco.

Per riuscire a confondere e a convincere i suoi nemici di non essere un infame, tenta di conquistare subito la loro fiducia diventando con effetto quasi immediato il protetto di Lefty Ruggiero, un gangster di mezza età che inizia senza troppa fatica ad affezionarsi a lui trattandolo come un membro della sua famiglia. Il problema è che anche Joe inizia a volergli bene perchè si rende conto che Lefty è sempre disponibile e benevolo nei suoi confronti. Joe però man mano che si avvicinerà ai vertici della mafia rischierà sempre di più, perfino la vita per compiere la propria missione, ma ciò che è ben più grave, è che rischierà soprattutto di perdere se stesso e la propria integrità morale dopo essersi immedesimato un po' troppo nel ruolo del delinquente. Infatti, inizierà a trascurare i suoi figli e a maltrattare sua moglie diventando con lei cinico, scontroso e violento finchè si accorgerà che i suoi conflitti interiori e quel suo graduale sdoppiamento della personalità, sono la prova che sotto sotto sente di avere anche lui l'anima e il cuore di un gangster.

"Non sto diventando uno di loro. Io sono uno di loro" confesserà un bel giorno alla moglie, ma l'epilogo di tutto questo si rivelerà assai drammatico per Lefty. Nonostante Joe cercherà perfino di aiutarlo alla fine, offrendogli una via d'uscita tramite una grossa somma di denaro, si renderà conto che nel fare il doppio gioco con lui, lo avrà esposto ad un'inevitabile condanna a morte... ed è proprio il rapporto di sincera amicizia e affetto che lega Joe e Lefty il punto di forza della trama. Facile immedesimarsi in loro, personaggi non proprio comuni dalla fragilità interiore invece molto più comune di quanto non si pensi. Chi infatti non si sentirebbe in crisi di fronte ad un nemico che ci protegge e sostiene? E chi non si sentirebbe un Giuda nel tradire qualcuno che per noi prova invece un grande affetto e che non ci ingannerebbe mai?

Pur provenendo da un mondo e da una realtà differenti, notiamo che Joe stima molto Lefty per la sua lealtà, così come stima anche alcuni altri gangster del loro gruppo, ma alla fine il compimento della sua missione ha il sopravvento sulla sua coscienza ormai contaminata da vari eccessi criminali.
Dunque questo film ci espone a delle riflessioni molto profonde e ci illustra un mondo imperfetto in cui vengono messi a confronto buoni cattivi e cattivi buoni rivelandosi uno dei più belli ed elaborati lungometraggi sul tema della mafia. Indimenticabile poi il duo Al Pacino-Depp, che sul set sviluppano un'alchimia davvero fantastica.

Mike Newell


Ha svolto un lavoro eccellente e di gran classe.

Al Pacino


Immenso ed eccezionale come sempre.

Johnny Depp


Bravo. Si è calato bene in un ruolo non facile.

Michael Madsen


Basico ed incisivo.

Bruno Kirby


Bravo.

James Russo


Ottimo.




























Ricetta: Riso alla caprese